Italismani

Il blog degli Insegnanti dell'Istituto Italiano di Cultura di Barcellona

Chi siamo

Italismani, il blog dei professori di italiano dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, riparte con nuove energie e voglia di fare e di comunicare con i nostri studenti e con tutti quelli che stanno imparando l’italiano o hanno intenzione di farlo.

In questo spazio rinnovato vorremmo continuare le nostre lezioni anche fuori dalle aule dell’Istituto e parlare con chi è interessato alla nostra lingua e alla nostra cultura, dando e ricevendo consigli, riflettendo sul nostro lavoro di insegnanti e sulle esperienze e sulle opinioni di quegli studenti che vorranno raccontarcele.

Ogni lezione che funziona è un dialogo che continua anche fuori dalla classe.

 

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Antonella Berriolo

Nata a Savona ha iniziato i suoi studi di traduzione presso la Scuola Interpreti di Milano concludendoli presso l’Universitat Autónoma de Barcellona.

Nel 1992 è avvenuto il suo primo incontro con l’insegnamento dell’italiano a stranieri, attività che ha svolto parallelamente alla professione di traduttrice. Ben presto però ha scoperto la sua vera vocazione e si è dedicata completamente all’insegnamento collaborando con varie scuole di lingue del barcellonese. Nel 2004 è entrata a far parte del corpo docente dell’Istituto Italiano di Barcellona e un anno dopo  è iniziata la sua collaborazione con l’Universitat Internacional de Catalunya.

Il suo interesse per l’applicazione delle nuove tecnologie all’insegnamento delle lingue l’ha portata a specializzarsi in elearning presso l’Uned e in seguito a sperimentare con l’apprendimento delle lingue in ambienti virtuali, un’esperienza che le è valsa vari inviti a partecipare a workshop e conferenze online e non.

 

Angela Ferioli

C’era una volta… tanti anni fa, in una piccola città chiamata Varese, un’antica ragazza che sognava di girare il mondo. Questo fu il motivo che la spinse a laurearsi con successo in Lingue e Letterature straniere moderne all’Università degli Studi di Torino. A quell’epoca, la fiammante neolaureta tutto pensava meno di diventare insegnante, ma ecco che dopo alcune lezioni di italiano a Barcellona, scoprì un reame nuovo e divertente: l’italiano come lingua straniera. Con coraggio e una buona dose d’incoscienza iniziò il lungo viaggio alla scoperta del nuovo regno. Ben presto si rese conto della complessità della missione. Seguiamo le sue peripezie. La troviamo ad insegnare per vent’anni presso la Business School European University di Barcellona e a collaborare in un’altra Business School di questa città, presso la scuola di lingue straniere dell’Esade. In questi anni deve apprendere l’uso dell’italiano come microlingua dell’Economia e dà lezione anche nelle aziende.

In queste facoltà per economisti, frequentate da alunni di Paesi diversi, la nostra insegnante impara cose preziose dai suoi studenti.

Innanzitutto, la complessità. Come affrontare le differenze? Vediamo quali sono. Intanto, s’imbatte da subito con l’aspetto multiforme di ciò che deve insegnare, ovvero la lingua. Per quanto si stressi sopra gli errori dei suoi studenti, giunge il Framework a redarguirla: le lingue sono un sistema che nessuno riesce a padroneggiare completamente. Perché? A causa delle società che sono complesse, diversificate, di grandi dimensioni.  Ricorda!  Tutte le lingue sono in continua evoluzione, in correlazione con le esigenze dell’uso comunicativo.

Un’altra lezione appresa dagli studenti: come gestire l’eterogeneità quando ci si trova davanti a una classe multilingue, multiculturale, a volte multietnica. La tentazione è non entrare in questo bosco e cambiare lavoro, diciamolo chiaro. Tuttavia, nel momento opportuno appare un collega inglese dell’Esade a mostrarle la ricetta di una pozione magica (beh, non esageriamo, quasi magica) che comunque aiuterà la nostra insegnante ad affrontare la paura delle differenze linguistiche e curricolari. La strategia si chiama Cooperative Learning, metodologia pedagogica con cui si può adattare le attività dell’approccio comunicativo al lavoro di gruppi eterogenei, i quali sono allenati a impiegare i propri membri come fonti di risorse.

Dagli anni Duemila del nuovo secolo, gli studenti indicano all’insegnante il mondo digitale. Non c’è scampo, bisogna imbarcarsi per seguire questi nativi digitali tra i flutti dell’oceano di internet. Dopo un corso di perfezionamento in Informatica e glottodidattica, presso l’Università Pompeu Fabra di Barcellona, l’insegnante si sente piuttosto sicura per intraprendere il nuovo viaggio, convinta dei tanti risvolti importanti della rete, tra cui ad esempio quello di permettere agli alunni lontani dal centro d’insegnamento di continuare a studiare.

Ora che insegna presso l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, mutate le sembianze in quelle di immigrata digitale, scrive sul suo blog, Incroci, amministra due wiki per gli alunni e sta ultimando un corso in modalità mista, mediante la piattaforma digitale moodle.

 

Paolo Gravela

Laureato in Lingue e Letterature Straniere presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, lavora da più di quindici anni presso l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona come insegnante di lingua italiana. Ha organizzato e ancora tiene corsi di traduzione e di perfezionamento delle lingua italiana, orali e scritti.

È inoltre traduttore free-lance per diverse case editrici e ha curato blog e seminari teatrali didattici.

 

Andrea Leone

Affascinato dalle lingue straniere fin da giovanissimo, si è laureato in Lingue, letterature e culture straniere moderne presso l’Università di Trieste, con un curriculum basato sulla glottodidattica, sullo spagnolo e sull’inglese.

Ha iniziato la sua carriera professionale insegnando italiano per stranieri, inglese e spagnolo in vari enti di formazione del Veneto.

Nel 2007 si è trasferito in Slovenia per partecipare al progetto europeo Socrates-Comenius come docente di italiano LS/L2, iniziando allo stesso tempo la sua collaborazione triennale con l’IIC di Lubiana.

In seguito è entrato a far parte del gruppo di insegnanti/ricercatori del progetto pilota quadriennale “L’insegnamento arricchito delle lingue straniere”, promosso dal Ministero dell’Istruzione della Slovenia, che si proponeva di sviluppare approcci e metodi glottodidattici innovativi per le scuole pubbliche statali del paese.

E’ stato professore a contratto di lingua spagnola presso l’Università di Trieste e ha lavorato come professore di spagnolo e inglese nelle scuole medie della provincia di Trieste.

E’ stato docente di italiano per stranieri e inglese per l’apprendistato nel Friuli-Venezia Giulia.

Vive a Barcellona dall’estate del 2013, e dall’ottobre dello stesso anno è professore dell’IIC.

 

Flavia Nicoletti

Laureata in Scienze della Formazione Primaria con abilitazione al sostegno didattico, presso l’Università LUMSA di Roma.

Nel 2011 ha vinto la borsa di studio “LLP – Erasmus” ed ha frequentato l’ultimo anno di studi presso l’Università Autonoma di Barcellona.

Appassionata d’arte, illustrazione e letteratura, dopo la laurea ha approfondito i suoi studi realizzando un Corso di Specializzazione in Illustrazione Infantile e un Master in Illustrazione Creativa, presso l’Escola EINA di Barcellona.

Durante la carriera universitaria ha svolto numerosi corsi di formazione tra i quali, glottodidattica per l’insegnamento di lingue straniere nella scuola primaria, corsi di teatro per bambini, corsi d’arte e disegno infantile e alcuni corsi sulla metodologia montessoriana.

È da sempre attenta al mondo dell’infanzia e ai continui sviluppi della pedagogia, mantenendosi sempre aggiornata sulle metodologie innovative e moderne. In Italia ha lavorato come insegnante di scuola primaria e dell’infanzia e come educatrice nell’asilo nido.

Vive a Barcellona da oltre tre anni, dove si è specializzata nell’insegnamento dell’italiano a bambini italofoni (che in famiglia parlano o hanno contatti con la lingua italiana) che, però, ricevono l’istruzione scolastica in un’altra lingua.

Da due anni è docente del corso di lingua, civiltà e cultura italiana per bambini, Giocando s’impara, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona.

 

Renata Scanu

Da sempre interessata allo studio di lingue, lessico e differenze culturali, si è laureata a Sassari, sua città natale, in Lingue e Letterature Straniere nel 2006, dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale. Subito dopo la laurea, nel 2007, si è trasferita in Veneto per frequentare un master di didattica dell’italiano come L2 all’Università di Padova. Qui ha fatto le sue prime esperienze in qualità di insegnante di italiano per stranieri con diverse tipologie di studenti e in differenti contesti sociali. Nel 2008 ha lavorato per sei mesi all’IIC di Praga e, sempre nello stesso anno, è approdata a Barcellona per lavorare all’Istituto Italiano di Cultura, dove insegna ancora adesso.

 

 Stefania Tavaglione

Salve a tutti, mi chiamo Stefania Tavaglione, mi sono laureata in Filosofia con indirizzo antropologico all’Università degli Studi di Siena e ho conseguito il titolo di competenza in didattica dell’insegnanento dell’ Italiano come lingua starniera (DITALS) all’Università per Stranieri di Siena.

La mia esperienza come insegnante inizia nel lontano 2005 nella splendida Isola d’Elba, per una intera stagione estiva, presso una scuola per stranieri, Centro Fiorenza, continua per oltre tre anni , nella Società Dante Alighieri di Siena, dove oltre ad insegnare l’Italiano, ho partecipato allo sviluppo di attività culturali come  conferenze di letteratura e di aspetti socio-culturali italiani, ho fatto da assistente  in alcuni  corsi di teatro e lingua, ho ideato un laboratorio multimediale e un laboratorio di scrittura creativa.

In questi anni di lavoro in Toscana, mi è stata data la possibilità di fare un’interessante esperienza lavorativa a Vienna, presso l’Istituto Statale Superiore di Turismo, dove per tre anni consecutivi, per brevi periodi, oltre ai corsi di italiano intensivi ho organizzato un laboratorio di cucina italiana.

Dal 2010 insegno all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona.

 

 

 

2 commenti

  1. Grazie, noi incrociamo le dita 🙂

  2. Bene! Vi faccio i miei complimenti e in bocca al lupo per ripartire un’altra volta. Sono sicuro, conoscendovi, che i post saranno sempre molto interessanti e stimolanti. Un abbraccione.

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