Italismani

Il blog degli Insegnanti dell'Istituto Italiano di Cultura di Barcellona

La superstizione è da ignoranti, ma non crederci porta male.(Eduardo de Filippo)

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Quanto siamo superstiziosi?  Oggi si tende a prendere le distanze dalla superstizione relegandola un po’ frettolosamente ad un mondo di credenze popolari , ad un comportamento irrazionale dovuto all’ignoranza. Eppure sugli aerei di bandiera italiana manca la fila 17 così come manca la fila 13 in quella spagnola e di altri Paesi, anche negli alberghi manca la camera numero 17.

La psicologia si è interessata alla superstizione, come comportamento umano diffuso che condiziona le scelte decisionali. Jean Piaget associò questo tipo di comportamento al Pensiero Magico, un pensiero pre-logico tipico dello stadio evolutivo chiamato  pre-operatorio, in cui i bambini danno un’anima agli oggetti (Animismo) e credono di poterli influenzare, di poter avere un controllo sul rapporto di causalità con gli eventi (Magia), quindi con il tempo pensano che determinate loro azioni possano avere effetti sulla realtà. Nella superstizione infatti si fa lo stesso: si tende a privilegiare l’associazione , a notare solamente i casi in cui la successione tra gesto e risultato ha dato dei riscontri, mentre si ignorano o si sottovalutano i casi contrari. L’errore, cioè la confusione sta tra causalità e casualità , è forte la tendenza a badare alla presenza delle associazioni (causa –evento), ma non lo è quando si tratta di notare le assenze delle associazioni.

Sigmund Freud, parlò di Atto mancato: il superstizioso è colui che dà ad un evento casuale un significato preciso e ripetuto nel tempo grazie all’intervento dell’inconscio. Per esempio pensare che un atto fortuito ( per esempio passare sotto una scala) determinerà un certo effetto (come  la rottura di una storia d’amore) non è altro che un Atto mancato, ossia l’espressione di un desiderio inconscio espresso sotto forma di superstizione per giustificare una scelta dolorosa e difficile.

Insomma possiamo dire che l’uomo ha da sempre adottato la superstizione (fin dall’antichità) , che è un tipo di ragionamento usato quando la ragione fallisce o non è convincente, quindi per dare una spiegazione alla realtà dei fatti, ma per questo rimanderebbe ad un aspetto infantile della mente umana e del suo modo di vedere la realtà . Forse dovremmo accettarla come parte di noi, come effetto collaterale dell’”irrazionale necessario”.

Ogni volta che parliamo di comportamenti umani dobbiamo, però tenere presente molti aspetti, non possiamo dimenticare che l’uomo è principalmente un animale culturale e in quanto tale apprende per trasmissione culturale. Ecco qui di seguito alcune superstizioni e le loro origini.

  • Notte di San Lorenzo (10 Agosto)

In questa notte speciale, gli italiani aspettano di vedere una stella cadente, magari in spiaggia davanti a un falò, per esprimere un desiderio . Sappiamo che in realtà le cosiddette stelle cadenti sono scie luminose dovute ai frammenti di meteoriti che cadono dallo spazio. Tolomeo ipotizzò che una stella cadente rappresentava la discesa degli dei sulla terra per ascoltare i desideri degli uomini, fondando così le basi per questa credenza.

  • Gettare una moneta nel pozzo

Rimaniamo nell’ambito dei desideri: gettare una moneta in un pozzo ed esprimere un desiderio. L’origine è riconducibile al tempo dei Celti e delle popolazioni germaniche. Quando sconfiggevano il nemico, ne derubavano le armature e le armi per gettarle in paludi o laghi come offerta per la divinità che le viveva, infatti credevano che l’acqua fosse la dimora di creature divine, proprio per questo i pozzi e le sorgenti venivano considerate sacre. Si pensa che questa usanza sia stata tramandata nei secoli fino all’edificazione della nostra Fontana di Trevi, dove chi getta una monetina lo fa con l’augurio di tornare a Roma o di sposarsi con una bella italiana o italiano.

  • Passare sotto una scala.

Questa credenza ha origine dagli antichi Egizi. La scala aperta dà origine alla figura geometrica del triangolo, figura considerata sacra, pertanto avrebbe portato sfortuna oltraggiare l’immagine sacra del triangolo passandoci nel mezzo. Nel Medioevo, invece portava sfortuna perché ricordava l’immagine della ghigliottina.

  • Il gatto nero

Incrociare un povero gatto nero per strada darebbe origine a molte sventure…l’origine si deve al Medioevo  quando incominciò la caccia alle streghe, il gatto si pensava fosse il loro animale preferito e addirittura che fosse l’incarnazione del demonio. Sicuramente c’è anche l’associazione al colore funesto e al carattere dei felini, solitario e graffiante.

  • Né di venere (venerdì) né di marte (martedì) si sposa si parte, né si dà inizio all’arte.

Il Martedì è il giorno di Marte, dio della guerra e il Venerdì è considerato un giorno sfortunato probabilmente perché morì Gesù e  nel medioevo era  considerato un giorno propizio alle streghe.

  • Oggi è venerdì 17!

Ecco, se poi capita un venerdì 17, per gli italiani è il giorno più sfortunato che ci sia.

Il numero 17, in generale porta sfortuna. Nel Medioevo era simbolo dei morti per impiccagione e i Romani sancirono per sempre la sorte di questo numero, perché anagrammando il numero XVII  si ottiene la scritta VIXI, che in latino vuol dire vissi, quindi non vivo più.

  • Il numero 13.

In Italia questo numero è particolarmente sfortunato se si tratta del numero dei commensali: il tredicesimo commensale dell’ ultima cena di Gesù era il traditore Giuda.

  • Merda! Tanta merda!

Perché agli attori non si può dire auguri , ma si deve dire merda  prima di uno spettacolo? Questo dipende dal fatto che davanti ai teatri, prima di uno spettacolo se arrivavano molte persone, quindi se c’era molto pubblico lo si poteva vedere dalla cacca dei cavalli, che trainavano le carrozze dei signori e che sostavano davanti al teatro.

  • In bocca al lupo!

In Italia, prima di un evento importante per esempio un esame universitario, il colloquio di un lavoro,ecc., non si può dire buona fortuna o auguri perché sarebbe una catastrofe, significherebbe dare un malaugurio. Si deve dire In bocca al lupo! Ci sonodiverse teorie sull’origine di questo augurio, eccovi quella che mi sembra più accreditata: La lupa prende in bocca i suoi cuccioli per proteggerli, per spostarli da un posto all’atro, l’augurio quindi significherebbe: che un grande amore come quello di una mamma ti accompagni e ti protegga.

 

Superstizioni  in alcune città italiane

Se andate a Firenze, vicino al ponte vecchio, troverete la fontana del Porcellino, se ne toccate il muso vi porta fortuna.

A Roma, in Vaticano toccare la statua di bronzo di San Pietro porta fortuna.

A Verona, alla casa di Giulietta e Romeo troverete la statua della protagonista shakespeariana, toccarne il seno destro porta fortuna ed infine a Milano, nella Galleria c’è il simbolo della città di Torino, se fate tre giri su un piede sulle palle del toro porta fortuna.

 

 

Stefania Tavaglione

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3 commenti

  1. Grazie per l’articolo interessante e utile. In Lombardia per scaramanzia non si può mettere il pane capovolto in tavola 🙂

    • Grazie Angela! In realtà anche un po’ in tutto il Sud e soprattutto a Napoli, farlo viene considerato peccato o causa di sventure,molto probabilmente perché il pane è considerato il corpo di Cristo e generalmente nella religione cattolica e cristiana se si rovescia un qualcosa di sacro o che lo rappresenta, questo sarà sicura fonte di sciagure. Ma c’è in realtà una ragione storica…
      Facciamo così: aspetterete il sequel e così scoprirete altre credenze e origini! Ce ne sono a bizzeffe! 😉

    • In realtà, credo valga per tutta l’Italia.

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